CASSINO

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Quando il progetto di questo libro ha preso corpo, era nostra intenzione trattare esclusivamente la sola battaglia di Cassino.
Ragionando però sul contesto storico di quel periodo, ci siamo subito resi conto che sarebbe stato limitato parlare di un evento che, proprio a fronte della sua natura e delle motivazioni che lo causarono, era necessariamente concatenato ad altri in maniera non scindibile.
In effetti, analizzando la storia della Campagna d'Italia nel suo insieme e, nello specifico, fino al 4 giugno 1944 (giorno della presa di Roma da parte degli Alleati), non è azzardato dire che forse la battaglia di Cassino iniziò in Sicilia il 10 luglio 1943 e terminò proprio nella Capitale d'Italia, quasi un anno dopo.
I motivi di questa affermazione, che crediamo lascerà molti perplessi, consistono a nostro avviso nel fatto che uno degli obiettivi principali delle operazioni militari dell'estate '43 sulle coste siciliane era quello di far cadere il regime Fascista e sottrarre quindi all'Asse una delle sue componenti (cosa che in effetti avvenne nelle storiche date del 25 luglio e dell'8 settembre 1943).
Una volta avvenuto ciò, arrivare a Roma diventava necessario e per farlo si doveva passare obbligatoriamente per Cassino. Questa sorta di "strategia obbligata" divenne ancora più lampante quando, tra l'ottobre e il novembre dello stesso anno, Kesselring riuscì a convincere Hitler sulla necessità di difendere la Capitale d'Italia a scapito delle teorie del suo principale antagonista in seno al comando germanico, Rommel, che invece predicava l'abbandono del meridione e il ritiro nell'Italia settentrionale.
A fronte di queste considerazioni, sarebbe quindi riduttivo parlare di Cassino come una battaglia a sé, distaccata da tutti gli altri eventi che portarono ad essa, perché il lettore non addentro ai fatti storici potrebbe essere portato a pensare che lo scontro sia stato dettato solo ed unicamente da motivazioni tattiche, quindi strettamente legate a quel campo di battaglia specifico. Così non fu; anzi, quella lotta ebbe dimensioni più ampie proprio perché si combatteva a Cassino, ma l'obiettivo era Roma, centodieci chilometri più a nord.
Per lo stesso identico motivo, pur rappresentando Cassino il principale fatto d'arme a cui fare riferimento, non abbiamo dimenticato i tanti centri limitrofi che, parimenti, sopportarono l'enorme bagaglio di sofferenze e distruzioni legate al passaggio della guerra.
Laddove avevamo a disposizione delle foto d'epoca e conoscenze relative ai fatti trattati, abbiamo cercato di dare inoltre e compatibilmente con le esigenze di impaginazione del libro, il risalto che credevamo giusto.
Ci perdoni quindi qualche cittadino Ciociaro se non troverà il proprio paese annoverato su queste pagine, perché se qualche mancanza in tal senso potrà esserci contestata, il motivo risiede solo ed unicamente nell'assenza di materiale fotografico o di notizie sufficienti ed attendibili e non da semplice dimenticanza o campanilismo spicciolo.

 

 

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